Università, scelta della carriera, primo lavoro, trasferimento in un’altra città o in un altro Paese. La giovane età adulta è caratterizzata da numerose decisioni che possono sembrare determinanti per il proprio futuro.
A volte, però, il problema non è soltanto decidere. È il pensiero costante di stare prendendo la decisione sbagliata.
“E se scegliessi il percorso sbagliato?”
“E se tra qualche anno mi pentissi di questa scelta?”
“E se tutti gli altri fossero più avanti di me?”
Queste domande possono trasformare l’incertezza sul futuro in una fonte persistente di ansia. In psicologia, questo tipo di preoccupazione viene studiato anche attraverso il concetto di future anxiety, ovvero una forma di ansia caratterizzata da preoccupazione, incertezza e apprensione rispetto a ciò che potrebbe accadere.
Che cos’è la future anxiety?
La future anxiety non rappresenta una diagnosi psicologica distinta, ma un fenomeno che può essere presente in diverse forme di disagio psicologico.
Riguarda il modo in cui una persona percepisce e interpreta eventi futuri che non può prevedere o controllare completamente.
Una certa preoccupazione per il futuro è normale e può persino essere utile. Pensare agli scenari possibili ci permette di pianificare, prepararci e prendere decisioni.
La difficoltà emerge quando la pianificazione si trasforma in preoccupazione ripetitiva e il futuro viene percepito prevalentemente come una fonte di minaccia.
In questi casi, la mente può cercare continuamente di ottenere una certezza che, per definizione, il futuro non può offrire.
Quando scegliere diventa difficile
Uno degli aspetti più complessi della giovane età adulta è che molte decisioni importanti arrivano contemporaneamente.
Quale università scegliere? Quale corso di laurea? Continuare gli studi o iniziare a lavorare? Cambiare città? Andare all’estero? Quale carriera costruire?
Non esiste necessariamente una risposta oggettivamente corretta a queste domande. Eppure, quando percepiamo che una scelta potrebbe avere conseguenze importanti, possiamo iniziare a cercare la soluzione perfetta.
Questo può portare a indecisione, ricerca eccessiva di informazioni, bisogno di rassicurazione e continua revisione delle proprie scelte.
Paradossalmente, più cerchiamo la certezza assoluta, più difficile può diventare decidere.
Il problema dell’incertezza
Uno dei concetti maggiormente studiati nella ricerca sull’ansia è l’intolleranza dell’incertezza.
Le persone differiscono nella quantità di incertezza che riescono a tollerare. Per alcune, non sapere cosa accadrà può essere semplicemente parte della vita. Per altre, l’incertezza può essere vissuta come particolarmente minacciosa.
Quando l’incertezza viene percepita come intollerabile, può aumentare la tendenza a cercare informazioni, prevedere scenari negativi o controllare continuamente le proprie decisioni.
Il problema è che nessuna di queste strategie può eliminare completamente l’incertezza.
Possiamo prepararci al futuro, ma non possiamo conoscerlo con certezza.
Future anxiety e burnout universitario
La preoccupazione per il futuro può diventare particolarmente rilevante durante gli anni universitari.
Lo studio, gli esami e le aspettative professionali possono essere vissuti non soltanto come compiti presenti, ma come prove del proprio valore e della propria capacità di costruire un futuro soddisfacente.
Una ricerca longitudinale pubblicata nel 2026 ha esaminato il rapporto tra future anxiety e academic burnout, evidenziando una relazione nel tempo tra la preoccupazione per il futuro e il burnout accademico. Lo studio ha inoltre considerato il ruolo della ruminazione come possibile meccanismo attraverso cui questa relazione può svilupparsi.
Questo aiuta a comprendere perché pensare continuamente al futuro non sia necessariamente una forma efficace di preparazione.
Quando la preoccupazione diventa persistente, può consumare risorse cognitive ed emotive che sarebbero invece necessarie per affrontare il presente.
“Tutti stanno andando avanti tranne me”
La future anxiety non riguarda soltanto le decisioni. Può essere alimentata anche dal confronto sociale.
Durante l’università e nei primi anni della carriera può sembrare che gli altri abbiano già trovato la propria strada: qualcuno si laurea, qualcuno trova lavoro, qualcuno si trasferisce all’estero, qualcuno inizia una relazione o raggiunge un obiettivo apparentemente importante.
I social media possono amplificare questa percezione, mostrando soprattutto i risultati e raramente l’incertezza, i tentativi falliti e i percorsi alternativi che li hanno preceduti.
Il confronto può quindi generare una domanda implicita:
“Se gli altri sembrano sapere dove stanno andando, perché io non lo so?”
Ma non esiste un’unica sequenza corretta attraverso cui attraversare la giovane età adulta.
Quando il perfezionismo entra in gioco
Per alcune persone, la paura del futuro si intreccia con il perfezionismo.
Se una decisione viene percepita come definitiva, scegliere diventa molto più difficile. La persona può pensare di dover individuare la scelta migliore, invece di una scelta sufficientemente buona e coerente con i propri valori e con la situazione attuale.
Questo può creare un ciclo:
incertezza → ricerca di certezza → eccessiva analisi → difficoltà a decidere → ulteriore ansia.
In questo senso, il problema non è necessariamente prendere una decisione sbagliata. Può essere la convinzione che una decisione debba essere perfetta per poter essere considerata sicura.
Possiamo davvero essere certi del futuro?
Una delle competenze psicologiche più importanti nella gestione dell’incertezza è imparare a distinguere tra ciò che possiamo controllare e ciò che non possiamo controllare.
Possiamo raccogliere informazioni, valutare le alternative, considerare le conseguenze e prendere decisioni coerenti con i nostri obiettivi.
Non possiamo però sapere con certezza quale sarà il risultato tra cinque o dieci anni.
Questo non significa rinunciare alla pianificazione. Significa sviluppare una maggiore tolleranza dell’incertezza e accettare che una buona decisione non è necessariamente una decisione che garantisce un risultato perfetto.
Dal controllo alla flessibilità psicologica
Gli approcci psicologici contemporanei, tra cui la Acceptance and Commitment Therapy (ACT), pongono particolare attenzione alla flessibilità psicologica: la capacità di rimanere in contatto con ciò che è importante anche quando sono presenti emozioni difficili o incertezza.
L’obiettivo non è eliminare la paura del futuro.
È imparare a non lasciare che quella paura determini ogni scelta.
Questo può significare chiedersi:
- Quali sono le mie priorità in questo momento?
- Quali valori voglio seguire?
- Quale decisione è coerente con ciò che considero importante oggi?
- Quale parte della situazione posso concretamente controllare?
- Posso accettare di non sapere ancora come andrà?
Non devi conoscere tutto il tuo futuro per iniziare a costruirlo
La giovane età adulta non richiede necessariamente di avere già un piano definitivo.
Le persone cambiano percorso, interessi, professione, città e obiettivi. Una decisione presa oggi non deve necessariamente definire chi saremo per il resto della nostra vita.
Imparare a tollerare questa apertura può essere difficile, ma può anche permettere di vivere le scelte con maggiore flessibilità e meno pressione.
Se la preoccupazione per il futuro diventa costante, interferisce con lo studio, il lavoro, il sonno o le relazioni, oppure rende difficile prendere decisioni, può essere utile parlarne con un professionista.
Il supporto psicologico può aiutare a comprendere i meccanismi che alimentano l’ansia, lavorare sulla tolleranza dell’incertezza e sviluppare strategie più funzionali per affrontare le transizioni e le decisioni della vita.
Contattami per una consulenza psicologica se senti che l’ansia per il futuro, il perfezionismo o la difficoltà a prendere decisioni stanno influenzando il tuo benessere.
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